A.F.D.S.
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61° congresso 2019

15 Settembre 2019

INTERVENTO CONCLUSIVO DEL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE FRIULANA DONATORI DI SANGUE

 

 

Donatori Benemeriti, Autorità, Congressisti, Signore e Signori,

fra qualche momento consegneremo ai Donatori benemeriti un piccolo distintivo, ma grande simbolo della gratitudine che, a nome di migliaia di ammalati, esprimiamo loro per aver saputo donare tanto, gratuitamente, da volontari, senza mai vantarsi, ma pronti ad essere generosi in ogni occasione anche come donatori del tempo.Il Congresso provinciale che oggi celebriamo è per l'Associazione Friulana Donatori di sangue la principale manifestazione pubblica dell'anno durante la quale poniamo in primo piano ed all'attenzione di tutti il valore del dono come espressione di una civiltà condivisa soprattutto da noi friulani.

In tempi nei quali le cronache sui media riportano quasi costantemente notizie negative, il fatto che così tante persone si impegnino attraverso l'AFDS nella solidarietà verso gli altri è certamente qualcosa di molto positivo.

Oggi dobbiamo essere ottimisti perché vediamo nei volti dei benemeriti il volto del bene comune, di cittadini responsabili ed altruisti da imitare e valorizzare.

Donare sangue è una scelta di vita che testimonia la massima apertura verso l'altro, sconosciuto, ma persona umana.

Qui non c'è posto per l'egoismo, ma, come possiamo vedere, non basta ciò che si è fatto di buono, ma vi è la necessità che vi siano dei giovani a prendere il testimone dei nostri benemeriti verso un futuro ove ci sarà ancora bisogno di sangue.

Vi sono ragioni demografiche ed economico-sociali che comprendiamo, ma se questa Associazione desidera continuare a perseguire la propria missione ha bisogno anche e soprattutto di donatori giovani che garantiscano continuità nel generoso gesto per mantenere il nostro obiettivo primario, l'autosufficienza.

Un compito inderogabile, pertanto, è ringiovanire le nostre fila, coinvolgendo maggiormente le nuove generazioni nelle attività associative senza avere ingiustificati timori se portano la loro mentalità innovativa nell'operare per la promozione del dono.

Per questi motivi è di primaria importanza la nostra presenza nelle scuole sia primarie sia secondarie con una progettualità pratica che va dalle primarie sino alle superiori con l'obiettivo di sensibilizzare non solo gli allievi, ma anche i genitori.

Dalla nostra abbiamo sessant'anni di attività, un programma educativo didattico, dei formatori-animatori che ringrazio per il loro impegno.

E’nostro intendimento intensificare questi nostri interventi nelle scuole al fine di diffondere i valori della solidarietà e dell’altruismo.

La vita associativa nel suo complesso va rafforzata con maggior partecipazione, rinnovando il senso di appartenenza dovuto non al caso, ma perché crediamo nei valori che da oltre sessant'anni ci caratterizzano.

                                                         

Consapevoli di chi siamo e quali sono le nostre finalità, ancora una volta chiediamo che non si chiudano mai le porte ai donatori che desiderano donare offrendo loro orari più flessibili e, come più volte richiesto, la domenica sia data la possibilità di libero accesso ai prelievi nel centro trasfusionale di Udine.

Un risultato lo abbiamo colto: dal 22 settembre inizieranno i prelievi di plasma alla domenica a Udine, per il momento sei sono i posti disponibili.

Abbiamo richiesto inoltre, un più consistente numero di posti da poter coprire come AFDS, in modo da soddisfare le richieste dei nostri associati.

Non chiediamo affatto dei privilegi, ma di poter donare con serenità e nel rispetto delle priorità di ciascuno: quali la famiglia, il lavoro, gli impegni sociali, in tempi nei quali non è certo facile conciliare il tutto.

Un altro motivo di preoccupazione è la crescita dei non iscritti; un potenziale che potrebbe avere migliore valorizzazione se alla chiamata venisse, come previsto in convenzione, incaricata l'Associazione.

Oggi essere donatori di sangue è un segno di responsabilità nei confronti non solo degli ammalati, ma di tutto il Paese che non ha bisogno di eroi, ma certamente di esempi positivi.

I fondatori dell'AFDS sono stati, negli anni del dopoguerra, i fondatori anche della nostra società civile e della riscoperta dell’identità come fattore di crescita di una coscienza del dovere.

Nel solco dei fondatori intendiamo, con la collaborazione di tutti, rafforzare il senso civico, perché crediamo che ogni cittadino può, o meglio, deve, contribuire al bene sociale.

Siamo qui a Martignacco per ribadire questa positiva tradizione ed essere promotori di una visione positiva della vita e della società.

Come ogni realtà associativa stiamo scontando il passaggio verso nuovi modelli di aggregazione, ma abbiamo dei punti di forza nei valori ereditati dai nostri padri.

Credo sia doveroso da questo Congresso un ringraziamento a quanti rispondono alla nostra chiamata e prenotano il loro dono.

Per anni abbiamo esitato se adottare questa iniziativa nel timore di sconvolgere ruoli consolidati, ma ora stiamo scoprendo che è una formula vincente.

Chi risponde sente di nuovo forte il legame associativo e questo è un ulteriore dato positivo che ci conforta.

Per taluni può essere difficile comprendere quel che l'AFDS sta realizzando in questo ultimo periodo, perché siamo in una fase di incessanti cambiamenti, si pensi soltanto all'ingresso nel Terzo Settore, e di nuova normativa.

Eppure, sono convinto che, nonostante le difficoltà e alcune criticità, ne usciremo più rafforzati.

Non è semplice innovare, mantenendo un equilibrio, ma cerchiamo di farlo con onestà e trasparenza perché non pensiamo al presente, bensì alle sfide che ci attendono domani.

A chi reggerà nei prossimi mandati l'AFDS consegneremo una associazione in grado di rispondere alle dinamiche socio-culturali che si stanno elaborando senza sosta.

                                            

Per questo disegno, se vogliamo positivamente ambizioso, c'è bisogno del coinvolgimento di tutti i donatori che appartengono alla Associazione, delle sezioni, da rivitalizzare come base operativa locale e delle zone che assumono una nuova ed importante funzione di coordinamento.

E tutto ciò in un clima positivo di collaborazione, che, con felice sorpresa scopro proprio visitando le sezioni ove incontro ancora persone entusiaste di essere donatori e appartenenti all'AFDS.

Se c'è il desiderio di fare e di impegnarsi non dobbiamo temere nulla.

I Congressi sono momenti utili per verificare la nostra forza identitaria, il ruolo che abbiamo nel sistema sangue, in quanto concorriamo coscientemente alla funzionalità ed alla qualità del sistema sanitario regionale.

Incontrarci è sempre segno di vitalità, di rinnovata volontà a non fermarci e a costruire davvero un modello di società più aperta e capace di essere solidale.

Ringrazio quanti da mesi stanno lavorando per preparare l'evento odierno a cominciare dalla sezione di Martignacco, nonché dalla Amministrazione Comunale ed i suoi dipendenti, sempre generosamente disponibili ben più del dovuto.

Il mio grazie va pure alla Parrocchia ed alle associazioni locali che hanno dimostrato una efficace collaborazione nell'ambito di una ancor valida solidarietà paesana.

Infine, ringrazio Voi tutti che state partecipando a questo nostro importante appuntamento annuale, momento di unione e di amicizia, manifestazione di unità, compattezza e vitalità dell'Associazione Friulana Donatori di sangue.

Vi lascio con l'augurio di una buona giornata in compagnia dandovi appuntamento il prossimo anno nel Comune di Lestizza.

Permettetemi di concludere con le parole di Giovanni Faleschini,

“ stin unis e volinsi ben ”.

Mandi.

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